Cucchi: uno di noi!

“Stefano Cucchi era un ragazzo di periferia, come molti di Noi. Si faceva largo nel quartiere “alla meglio”, era vivace e solare, poi è rimasto imbrigliato nella rete della dipendenza.
Stefano ci ha provato a cambiare ma certe volte la vita pesa come un macigno.
Gli serviva aiuto per riordinare le cose, invece, in quello che doveva essere ” ordine pubblico”, ha trovato “il caos” che lo ha accompagnato fino alla morte, con l’impotenza di chi é in arresto.

Capire chi fosse Stefano prima del “Caso Cucchi” é molto difficile perché fin’ora si é parlato mediaticamente solo… di chi? di cosa? di uno spacciatore morto in carcere? O di un carabiniere violento?
Il Film ” Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini, racconta il caos vissuto sul corpo di Stefano Cucchi in quei otto giorni di fermo; il lungometraggio evidenza anche il punto di vista della famiglia, isolata da ogni contatto o informazione sul ragazzo, eccetto che questi era deceduto.
Stefano ha commesso un errore. Quanti sono invece gli errori che ha commesso chi era con lui in quei otto giorni?
Ma siamo esseri umani e il potere certe volte offusca la mente e la ragione, anche di chi dovrebbe averle ben lucide

Il caso Cucchi deve ricordarci altri casi analoghi avvenuti nel nostro paese ed in altri: il G8 di Genova, Carlo Giuliani, Federico Androvandi, Gabriele Sandri, Serena Mollicone e Giulio Reggeni.
Persone comuni: studenti, lavoratori con problemi, con sogni e ideali, come Noi.
(Questi casi hanno ispirato il saggio ” Quando lo Stato uccide” di Della Longa e Lai).

Alla fine Stefano, Federico, Gabriele, Carlo, Serena e Giulio potevano essere nostro fratello o sorella, nostri cugini o amici carissimi, loro erano uno di Noi!”